Festarch 2007

29 giugno / 1 luglio 2007
Cagliari, Manifattura Tabacchi, Viale Regina Margherita 33
Cagliari, Lazzaretto di Sant’Elia

2 luglio
Alghero, Palazzo del Pou Salit, Piazza Duomo 6


SCRIVERE IL PAESAGGIO

Amate l’architettura perché siete italiani, o perché siete in Italia; essa non è una vocazione dei soli italiani, ma è una vocazione degli italiani.

Gio Ponti

Aldo Rossi ha frequentato molto la Sardegna, senza clamore, assiduamente. Qui spesso incredulo ha incontrato opere millenarie che risuonavano degli archetipi della sua architettura. C’è qualcosa, nello stupore manifestato da Rossi di fronte alla vertiginosa profondità storica di alcune architetture nuragiche, di fronte alla loro sapienza tecnica, di fronte alla sapienza con cui le opere nuragiche si dispongono nei territori di quest’isola, anche in quelli più ordinari, proiettandoli a volte in un futuro da fantascienza, altrettanto lontano che il loro passato, che ci fa capire che quanto sta succedendo in questi anni in Sardegna ci riguarda, ci riguarda proprio tutti. 

Stefano Boeri                      

 

Nasce Festarch, primo festival di architettura in Sardegna, grazie al sostegno e al contributo della Regione Autonoma Sardegna, della Facoltà di Architettura dell’Università di Cagliari, della Facoltà di Architettura dell’Università di Sassari, dell’Inarch sezione Sardegna, dell’Associazione Culturale Amici del Festival di Architettura e con la collaborazione del Comune di Cagliari.

Direttori artistici della manifestazione sono Stefano Boeri, una delle voci più autorevoli dell’architettura italiana, e lo scrittore Gianluigi Ricuperati.

Tema di questa prima edizione è Scrivere il paesaggio.

Potrà sembrare audace realizzare un Festival di Architettura in Sardegna.  Sarà sorprendente scoprire come la Sardegna, che già ospita un gruppo di opere eccellenti di architettura moderna, è oggi avviata a diventare uno degli snodi internazionali dell’architettura contemporanea.
Dal 29 giugno al 2 luglio Cagliari e la Sardegna diventano l’epicentro dell’architettura mondiale. Tre giorni di incontri con  architetti, artisti, scrittori protagonisti della scena internazionale animeranno lo spazio evocativo della Manifattura Tabacchi di Cagliari in una officina di lavoro, di inventiva, di intelligenza, di idee, in fabbrica della creatività.

Lezioni magistrali, tavole rotonde, dialoghi, workshop, spettacoli,  vedranno coinvolti a ragionare sul rapporto fra architettura, paesaggio, società, politica, nella convinzione che la parola Architettura contiene già tutto, quattro Premi Pritzker: Rem  Koolhas, Paulo Mendes da Rocha, Zaha Hadid e Jacques Herzog. E con loro a raccogliere questa sfida il teorico del giardino planetario Gilles Clément, architetti come  Kengo Kuma, Massimiliano Fuksas, Fernando Romero, Wolf Prix, Marco Casamonti e Italo Lupi; e ancora  Joseph Grima, Manuel Gausa, artisti della levatura di  Dan Graham e Yona Friedman,  designer come Enzo Mari, intellettuali come Edouard Glissant, fotografi come Gabriele Basilico, e il grande  Hans Ulrich Obrist. E ancora il saggista americano Lawrence Weschler, scrittori come Daniele Del Giudice, Marco Belpoliti, Tommaso Pincio, Beppe Sebaste, Nicola Lagioa, Silvio Bernelli, fino  al geniale chef Davide Scabin.

Insieme all’antenna globale è presente al Festival una rappresentanza importante di interlocutori locali, rappresentanti di due centri di eccellenza per l’architettura e gli studi sul paesaggio come le Facoltà di Architettura dell’Università di Cagliari e Sassari,  a dimostrare che non è affatto un caso che tutto questo succeda in Sardegna, sfondo ideale di una manifestazione che non sia solo una parata di opinioni già formate, ma al contrario una fucina di proposte, di tensioni tese al futuro.

Aprirà i lavori del festival il convegno sul tema Dismissioni creative, dalla produzione industriale alla creazione artistica e culturale, un confronto internazionale sui centri culturali europei nati in spazi di archeologia industriale

Saranno allestiti mostre e laboratori sul tema della trasformazione urbana e dei progetti di architettura in corso in Sardegna.
Mostre e installazioni che il Festival allestisce nei suoi spazi  esprimono il fermento di idee e progetti per l'architettura e il  paesaggio che anima in questo momento la Sardegna. Al Lazzaretto di S.Elia saranno visibili i risultati del recente Workshop sul  quartiere, insieme ai materiali del concorso "Betile" (con il plastico  del progetto vincitore di Zaha Hadid), mentre alla Manifattura si concentrano le elaborazioni del Piano Paesaggistico e lo spazio  della Facoltà di Architettura di Cagliari, con la "didattica del progetto".


Due appuntamenti serali con due Concerti:

Tracce: i suoni dell’architettura La cineteca sarda e alcuni musicisti sardi: Marcello Peghin, Mauro Palmas, Elena Ledda, Franca Masu realizzano un progetto originale, con la musica che interpreta il viaggio immaginario su un treno sospeso fra tradizione e innovazione.

Gran Finale con il concerto di Ludovico Einaudi con Marco Decimo e Robert Lippok nella spettacolare cornice delle officine di una fabbrica chiusa da decenni.

Infine il 2 luglio ad Alghero si parlerà delle prospettive dell’architettura in Sardegna  con il Premio Pritzker Zaha Hadid.

Il 3 settembre a Cagliari il Premio Priztker Jacques Herzog terrà una Lectio magistralis sul progetto di recupero della miniera di Monteponi.

 

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